25 ottobre 2011

Stefano è caduto per le scale


Sono passati due anni dalla morte di Stefano Cucchi, il giovane geometra morto in carcere cadendo dalle scale. Una caduta di quelle brutte, che gli procura echimosi alle gambe, al viso (inclusa la rottura della mascella), all’addome (inclusa un’emorragia alla vescica) e al torace (incluse due fratture alla colonna vertebrale). Una caduta che lo spaventa così tanto da portarlo a non accettare il ricovero al Fatebenefratelli, e che addirittura lo fa dimagrire di 6 chili nel giro di una decina di giorni.

Ma Stefano non è purtroppo il solo sfortunato. Accanto a lui compaiono altri nomi.

24 ottobre 2011

COLDPLAY - Mylo Xyloto


La maggior freschezza che si respirava in Viva la vida rispetto al balbettante X&Y lasciava presagire che Mylo Xyloto avrebbe rappresentato una ulteriore presa di coraggio dei Coldplay nei confronti della loro musica, nella speranza che la loro proposta pop tornasse ad accontentare anche i più esigenti nei confronti di questa band, che qualche tempo fa sapeva regalarci classe, oltre che a semplici bei singoli. Sfortunatamente la nuova fatica di Martin e soci è solo un surrogato di quella bella idea: non è la qualità dei pezzi ciò che manca ai Coldplay - malgrado comunque sembrino incapaci di svettare nella scrittura -, il deficit grosso sembra stare piuttosto nella personalità del gruppo, troppo incline a piegarsi al "mestiere" lasciando da parte la sensibilità che fa la differenza fra pop e semplice mainstream.

20 ottobre 2011

Intervista a Filippo Andreani


Nella settima puntata de L’Intonarumori, il 19 ottobre, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare questo giovane cantautore comasco, Filippo Andreani, che al suo secondo album, dopo “La storia sbagliata”, ci regala altre 11 poesie/canzoni con “Scritti con Pablo”. Noi di uRadio non abbiamo voluto perdere l’occasione di porre alcune domande a Filippo - colgo l’occasione di ringraziare MaryF per aver contribuito alla stesura delle stesse - che si è mostrato disponibilissimo e lo ringraziamo.

L'impressione che ho avuto la prima volta ascoltandoti è stata che c'è molto De André nella tua musica e scommetto te lo diranno in molti questo. È un "etichettamento" che ti da fastidio o comunque lo senti come un fardello che ti accompagnerà oppure riconosci di rifarti molto a lui e non lo nascondi?

Credo che, oltre a me, gran parte del cantautorato attuale si rifaccia all'opera ed al modo di De André. È inevitabile. Il fatto che, secondo alcuni, il mio timbro e la mia penna lo ricordino particolarmente non è di per sé un fardello.

17 ottobre 2011

16 ottobre 2011

A Roma hanno vinto loro


Siamo nel X secolo a Roccapennuzza:

sul castello di Roccapennuzza e relativo borgo si abbatte una pesante crisi economica aggravata dal deficit dello stato e da un pesante debito pubblico ereditato dai regni precendenti e troppo a lungo ignorato.

Il Re guarda fuori dalla finestra e si chiede come mai la gente abbia la faccia cupa: gli sembra strano che non ci sia felicità, nonostante il suo araldo tutti i giorni leggendo in piazza le notizie sottolinei che il sistema economico di Roccapennuza è il più solido dell’impero e che altri regni confinanti se la cavano parecchio peggio. Si chiede questo, ma ben presto si stufa di tutti questi pensieri e raggiunge sul talamo reale una procace diciasettenne che, si vocifera, sia la nipote di Carlo Magno.

14 ottobre 2011

In questo mondo appiccicoso di caucciù


E vai, al cine vacci tu!
Diamine, c’è Bartali che sta passando, e tu mi dici che c’è da andare al cinematografo? Non se ne parla neanche, io scalo ‘sta montagna a piedi, così mi vedo il Ginettaccio, di là che sale, e chissà chi avrà fatto più fatica, se io o lui.
Questa qui, parola più parola meno, è di Paolo Conte e si chiama “Bartali”: quello con il naso triste da italiano allegro. Oh, guardate che “quel naso triste da italiano allegro” è un capolavoro che neanche un biografo dell’accademia dei biografi…